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Serie Esilio e Creatività - Gli Artisti

Data:

09/10/2018


Serie Esilio e Creatività - Gli Artisti

Prosegue la serie Esilio e Creatività con un evento dedicato a: Corrado Cagli e Costantino Nivola, due artisti che lasciarono l'Italia fascista per l'America e la cui esperienza dell' esilio divenne una base di partenza per riflettere sull'arte, sulla interconnessione delle culture e sulla creatività.

Relatori Giuliana Altea e Raffaele Bedarida.

Costantino Nivola e Corrado Cagli provenivano da contesti molto diversi. Nivola, figlio di un muratore, dalla Sardegna rurale,  Cagli nacque in una famiglia ebraica assimilata originaria di Ancona e Roma. Li accomuna il far parte di una minoranza e l'entusiasmo per la partecipazione alla vita pubblica attraverso i linguaggi dell'arte.

Mentre Cagli si integrava con successo nel mondo culturale fascista, Nivola navigava, con uguale successo, in un contesto di mite dissenso politico. Nel 1938, la promulgazione delle Leggi razziali spinse entrambi in America. Cagli aveva subito ostracismo a causa della sua origine ebraica e Nivola aveva attriti con il regime a causa delle sue inclinazioni antifasciste. Quest’ultimo aveva sposato una donna ebrea tedesca, Ruth Guggenheim, ed insieme avevano lasciato l'Italia.

Nel loro nuovo paese, Cagli e Nivola si trovarono tra artisti esiliati di altri paesi, quali Gropius, Albers, Breuer, Moholy Nagy, Balanchine, Rieti, Steinberg e molti altri. Cagli si unisce ai ranghi dell'esercito americano dove affronta gli orrori della guerra e della Shoah. Nivola frequenta altri esuli antifascisti, Modigliani, Toscanini, Salvemini e Borgese. Durante il loro esilio, Costantino Nivola e Corrado Cagli, ognuno a suo modo, svolsero la funzione di ponte culturale tra il paese d'origine e gli Stati Uniti.

 

Giuliana Altea è professore associato all’ Università di Sassari. I temi principali della sua ricerca vertono sull’arte e le arti applicate italiane della prima metà del Novecento, sul rapporto tra architettura e arti visive nel secondo dopoguerra, e sugli scambi artistici tra Italia e Stati Uniti nel XX secolo. Si è occupata anche del dibattito internazionale sull’integrazione tra architettura e arti visive, la cosiddetta “sintesi delle arti”.
A seguito dei suoi studi su uno dei protagonisti di questo contesto, lo scultore italo-americano Costantino Nivola - sul quale ha pubblicato insieme a Antonella Camarda un’estesa monografia (Nivola. La sintesi delle arti, Ilisso, Nuoro 2015) - è diventata presidente della Fondazione Nivola. In questo ruolo, oltre a curare con Antonella Camarda e Richard Ingersoll il nuovo progetto museale del museo Nivola di Orani, ha continuato ad esplorare il ruolo di Nivola nello scenario transatlantico della sintesi delle arti.

Raffaele Bedarida ha conseguito il titolo di dottore di ricerca presso il Dipartimento di Storia dell'Arte del CUNY Graduate Center di New York e la laurea in Storia dell'Arte presso l'Università degli Studi di Siena. È storico dell'arte e curatore specializzato in arte, politiche e diplomazia culturale tra l’Europa e l’America. Le sue pubblicazioni si occupano di Modernismo italiano, dal Futurismo all'Arte Povera, nel contesto internazionale.
Dal 2008, da quando ha fondato e curato il programma residenziale Harlem Studio Fellowship a New York, ha attivamente promosso programmi di scambio internazionale per artisti emergenti. Oltre alle sue attività accademiche e curatoriali, Bedarida ha tenuto spesso conferenze sull' arte moderna e contemporanea presso il Museo Solomon R. Guggenheim e il MoMA. Dopo tre anni quale professore aggiunto, Bedarida è entrato a far parte della facoltà del Cooper Union dal settembre 2016.

Informazioni

Data: Mar 9 Ott 2018

Orario: Dalle 18:00 alle 20:00

Organizzato da : ICI

Ingresso : Libero


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura di New York

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