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Carlo Ginzburg e Saul Friedländer – Serie Esilio e Creatività

Data:

28/02/2019


Carlo Ginzburg e Saul Friedländer – Serie Esilio e Creatività

Questa serie mira a mettere in risalto le storie di molti artisti, scienziati e intellettuali italiani costretti a lasciare l'Italia per motivi politici. o in seguito alla promulgazione delle leggi razziali, ed a trasferirsi negli Stati Uniti, ed il fatto che il loro esilio abbia, non solo cambiato le loro vite personali, ma anche influenzato la scena culturale italiana e americana, del periodo tra le due guerre.

Ultimo evento: una conversazione con due dei maggiori storici viventi: Carlo Ginzburg e Saul Friedländer.

 

Carlo Ginzburg (Torino, 15 aprile 1939) è uno storico, saggista e accademico italiano.

Figlio di Leone e Natalia Ginzburg, entrambi letterati e scrittori, ha studiato alla Normale di Pisa, quindi al Warburg Institute di Londra; ha insegnato Storia moderna all'Università di Bologna e poi ad Harvard, Yale, Princeton e UCLA. Dal 2006 al 2010 ha insegnato Storia delle Culture Europee alla Normale di Pisa.

Attento studioso degli orientamenti religiosi e delle credenze popolari all'esordio dell'età moderna, pubblica nel 1966 I Benandanti, ricerca sulla società contadina friulana del Cinquecento che illumina, sulla base di un cospicuo materiale documentario relativo ai processi dell' Inquisizione, il rapporto dialettico tra un complesso sistema di credenze capillarmente diffuse nel mondo contadino, esito probabilmente dell'evoluzione di un antico culto agrario con caratteristiche sciamaniche, e la sua interpretazione da parte degli inquisitori, che tendono a una semplificante equiparazione con i codificati moduli della stregoneria.

Il Formaggio e i Vermi (1976) prende invece in esame le vicende di un mugnaio del XVI secolo, Menocchio, per due volte sottoposto a processo da parte dell'Inquisizione Romana. In questo libro Ginzburg evidenzia, sulla base di un'analisi delle carte processuali, i diversi aspetti dell'universo sorprendentemente variegato degli orientamenti culturali, filosofici, politici e religiosi di Menocchio, soltanto in minima parte riconducibile agli influssi della cultura "alta".

Negli anni ottanta ha diretto con Giovanni Levi per l'Einaudi la collana “Microstorie". È nel consiglio scientifico della rivista Communications. È Accademico Corrispondente dell'Accademia delle Arti del Disegno, Firenze, e membro onorario dell'American Academy of Arts and Sciences. Ha ricevuto il Prix Aby Warburg nel 1992 e, nel 2005, il Premio Feltrinelli dell'Accademia dei Lincei, per le scienze storiche. Nel 2010, all'Accademia dei Lincei, gli è stato conferito il Premio Balzan. I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue.

 

Saul Friedländer (11 ottobre 1932) è uno storico israelo-americano professore emerito di Storia presso University of California, UCLA. Dal 1953 al 1955, ha studiato scienze politiche a Parigi; nel 1963, ha conseguito il dottorato di ricerca presso l'Istituto universitario di studi internazionali di Ginevra, dove ha insegnato fino al 1988. Friedländer ha insegnato all'Università ebraica di Gerusalemme e all'Università di Tel Aviv. Nel 1969 ha scritto una biografia di Kurt Gerstein. Dal 1988 è stato professore di storia all'Università della California, a Los Angeles.

È considerato uno dei più importanti storici del mondo ed è l'autore di Nazi-Germany and the Jews 1933-1945, libro che ha trasformato la comprensione di questo periodo raggruppando, in un insieme coerente, i punti di vista dei semplici cittadini tedeschi, degli attivisti di partito, di figure militari e politiche e, soprattutto, delle vittime e dei sopravvissuti.

Attingendo da documenti, film, ricordi e dalla sua esperienza personale, ricostruisce questi eventi con in modo saggio ed equilibrato che sfida la natura del soggetto e dimostra l'interazione tra memoria e rappresentazione, nell'interpretazione degli eventi storici. Friedländer dimostra che una reinterpretazione razionale e omnicomprensiva dei fatti contribuisce ad approfondisce la comprensione del lettore circa la natura, il significato e la complessità dell'Olocausto.

I suoi scritti includono Pius XII and the Third Reich, (1965), History and Psychoanalysis (1979), When Memory Comes (1979), Reflections on Nazism (1984), Nazi Germany and the Jews, Volume One: The Years of Persecution, 1933-1939 (1997), and Nazi Germany and the Jews, Volume Two: The Years of Extermination, 1939-1945 (2008).

Informazioni

Data: Gio 28 Feb 2019

Orario: Dalle 18:00 alle 20:00

Organizzato da : ICI

Ingresso : Libero

Massimo numero di partecipanti raggiunto


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura di New York

1831