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Franco Modigliani - Serie Esilio e Creatività

Data:

13/02/2019


Franco Modigliani - Serie Esilio e Creatività

Riprende la serie Esilio e Creatività con una conversazione su Franco Modigliani, premio Nobel per l'Economia alla quale partecipano il Prof. Renato Camurri ed il giornalista-scrittore, Federico Rampini.

In occasione della pubblicazione del volume Franco Modigliani, Rischio Italia (Donzelli 2018)

 

Franco Modigliani (18 giugno 1918 - 25 settembre 2003) è stato un economista italo-americano e Premio Nobel per l'Economia nel 1985. Ha tenuto cattedre all'UIUC, alla Carnegie Mellon University e al MIT. In seguito alla promulgazione delle leggi razziali in Italia, nel 1938, Modigliani lasciò l'Italia per Parigi insieme alla sua allora fidanzata, Serena Calabi, per unirsi ai genitori di lei. Dopo essere ritornato brevemente a Roma per discutere la sua tesi di dottorato all'Università della città, ottenne la laurea il 22 luglio 1939 e tornò a Parigi.

Lo stesso anno, l’intera famiglia si trasferì negli Stati Uniti e Modigliani si iscrisse alla New School for Social Research. La sua tesi di laurea, un'elaborazione e un'estensione del modello IS-LM di John Hicks,  scritta sotto la supervisione di Jacob Marschak e Abba Lerner, nel 1944, è considerata "altamente innovativa". Dal 1942 al 1944, Modigliani insegnò alla Columbia University ed al Bard College come istruttore di economia e statistica. Nel 1946 divenne cittadino degli Stati Uniti. Nel 1948, si unì all'Università dell'Illinois insegnando alla facoltà di Urban-Champaign. Dal 1952 al 1962, è stato membro della facoltà della Carnegie Mellon University.
Dal 1962, ha insegnato al MIT, Nell'ottobre del 1985, Modigliani ha vinto il premio Nobel per l'economia "per le sue pionieristiche analisi del risparmio e dei mercati finanziari".

Renato Camurri insegna Storia dell’Europa contemporanea all’Università di Verona. Negli ultimi anni le sue ricerche si sono orientate verso lo studio del fenomeno dell’esilio e delle migrazioni culturali dall’Europa verso gli Stati Uniti tra le due guerre. È stato visiting fellow presso varie istituzioni scientifiche e accademiche americane, tra cui la Harvard University. Tra i lavori più recenti dedicati a quest’ambito di ricerca si segnalano la curatela del volume Franco Modigliani, Rischio Italia (Donzelli 2018), il fascicolo 5 del «Journal of Modern Italian Studies», 2010, Mussolini’s Gifts. Exiles from Fascist Italy, di cui è stato curatore e autore, inoltre la cura del volume Max Ascoli. Antifascista, intellettuale, giornalista (Franco Angeli, 2012) e delle Lettere americane (1927-1949) di Gaetano Salvemini (Donzelli, 2015). È tra i fondatori e coordinatori dell’annuale Gaetano Salvemini Colloquium in Italian History and Culture, presso la Harvard University. Ha fondato e dirige la collana "Italiani dall'esilio" presso Donzelli editore.

Federico Rampini è corrispondente capo da New York de La Repubblica, dal 2009; precedentemente ha lavorato cinque anni a Pechino, dove era stato inviato per aprire l'ufficio del quotidiano in Cina. Dal 2000 al 2004, ha vissuto a San Francisco, dove ha seguito la prima rivoluzione di Internet, la cosiddetta New Economy. Nato a Genova, Rampini si è trasferito a Bruxelles con la famiglia all'età di due anni. Rientrato in Italia in tarda adolescenza, ha iniziato una prolifica carriera giornalistica, che alla fine lo porterà in giro per il mondo. Nel suo ruolo di corrispondente dagli Stati Uniti, ha seguito diverse elezioni presidenziali ed ha seguito i presidenti degli Stati Uniti nei loro viaggi all'estero, come giornalista accreditato per la Casa Bianca.

Informazioni

Data: Mer 13 Feb 2019

Orario: Dalle 18:00 alle 20:00

Organizzato da : ICI

In collaborazione con : Centro Primo Levi e Renato Camurri

Ingresso : Libero


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura di New York

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