La mostra Raffaello e i colori dell’antico nella Villa Farnesina (24 marzo – 8 maggio, dal lunedì al venerdì , h. 9:30 – 17) propone ai visitatori un incontro ravvicinato con gli affreschi delle logge di Villa Farnesina, opera di Raffaello Sanzio e della sua bottega, e fa luce sulle più recenti scoperte sull’origine di alcuni pigmenti utilizzati dal maestro del Rinascimento.
Grazie a un sistema interattivo, i visitatori potranno immergersi e navigare virtualmente nella Loggia di Amore e Psiche della Villa Farnesina a Roma, opera di Raffaello e della sua bottega, e ammirare — come se fossero a poca distanza — i dettagli delle circa 170 specie di frutti e fiori, tra radici, fusti, bulbi, foglie e funghi rappresentati nei festoni. Si tratta di particolari difficili da osservare durante una visita in loco, poiché la volta si trova a circa otto metri di altezza.
Oltre alla straordinaria bellezza estetica, di particolare interesse è il fatto che Raffaello abbia rappresentato frutti e vegetali provenienti da tutte le aree del mondo allora conosciute, compreso il continente americano, a poco più di vent’anni dall’arrivo dei primi esploratori europei.
A dimostrazione del fervore intellettuale che animava la bottega di Raffaello, analisi condotte con tecnologie avanzate dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro sugli affreschi delle due logge della Villa Farnesina — la Loggia di Amore e Psiche e la Loggia di Galatea — hanno evidenziato l’uso di pigmenti già noti e utilizzati nell’antichità, come il blu egizio e il giallo di Napoli.
Campioni di questi pigmenti, accompagnati da spiegazioni sulla loro origine e sulle ragioni per cui Raffaello e la sua bottega tornarono a impiegarli in questo capolavoro del Rinascimento, saranno esposti in Istituto.
La mostra apre in concomitanza con Raphael: Sublime Poetry al Metropolitan Museum of Art di New York, curata da Carmen Bambach, la più ampia esposizione dedicata a Raffaello mai organizzata negli Stati Uniti.