13419
La necessità del ritorno
scritto e diretto e interpretato da Roberto Attias
luci e fonica di Matteo Ziglio
prodotto da Ettore Scola
Lo strano incontro tra un uomo e un Senatore della Repubblica
Un misterioso racconto conduce lo spettatore nella Roma placida degli anni ’30. La miseria delle leggi razziali, la guerra, la lotta partigiana e lo spettro della deportazione fanno da sfondo a un dramma personale che culmina in un finale shock, in un vero e proprio giallo psicologico.
Prodotto dal compianto Ettore Scola nel 2006, lo spettacolo ha registrato oltre 380 repliche in Italia e all’estero. Tra i finanziatori figurano la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il MIUR, le Regioni Puglia e Lazio, i Comuni di Milano, Roma, Mantova, Rovereto, Bastia Umbra, l’Università Roma Tre e l’Università di Tor Vergata, tra gli altri.
Lo spettacolo è adatto sia a un pubblico adulto sia ai ragazzi delle scuole medie e superiori.
Una storia intensa e coinvolgente
Uno spettacolo forte, duro e intenso, che denuncia ogni forma di discriminazione e racconta con leggerezza ed emozione la promulgazione delle leggi razziali e la deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma. Una storia romana, ma universale, raccontata in romanesco.
In atto unico, ha emozionato nel corso degli anni centinaia di spettatori, dai centri anziani romani agli studenti e insegnanti di tutta Italia, grazie al suo valore didattico ed emotivo senza mai risultare didascalico, autocommiserativo o pedante. Le bellissime e struggenti canzoni dell’epoca, selezionate da Gianni Borgna, accompagnano magistralmente la narrazione.

Biografia:
Attias è un attore, regista, drammaturgo e sceneggiatore italiano, la cui attività abbraccia il teatro, il cinema e la televisione. È attivo sulle scene dalla metà degli anni Ottanta, collaborando con numerose compagnie teatrali e registi italiani, anche in produzioni legate al Teatro Sistina di Roma.
In qualità di autore e regista, è particolarmente noto per il monologo “13419. La necessità del ritorno”, da lui scritto, diretto e interpretato. Lo spettacolo, prodotto da Ettore Scola, è stato presentato a livello internazionale come opera di memoria civile e di denuncia della discriminazione, radicata nella storia della deportazione degli ebrei di Roma.
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