L’artista Gaetano Patané in conversazione con Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, a circa la sua installazione artistica temporanea nella fontana Bella Abzug Park, ad Hudson Yards, New York: cinque pesci di terracotta nuotano nell’acqua di una fontana urbana della città di New York.
La semplicità del gesto e dei materiali apre un’esperienza intensa per lo sguardo: l’increspatura dell’acqua e la luce sulle superfici producono un’illusione sottile e potentissima. I pesci sembrano vivi. La fontana si fa allegoria del mare, ma un mare finito, delimitato, con un bordo visibile. L’opera non accusa ma fa vedere, introducendo una sospensione nel flusso urbano e una diversa qualità del tempo.
Scegliendo cinque pesci – abbastanza per suggerire una possibilità, troppo pochi per rassicurare – Patanè mantiene aperta la domanda. Gli ultimi cinque pesci non offrono risposte, ma un’esperienza percettiva radicale: fermarsi, guardare, essere presenti. In quell’istante fragile, qualcosa del mondo torna a farsi visibile.
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